Il castello di FrosiniFu un castello dei conti della Gherardesca, nominato nell'atto di dotazione del monastero della Serena del 1004. Nel secolo XII si affermò sul castello di Frosini il dominio di una potente consorteria locale, che discendeva dai Gherardeschi e mantenne il titolo comitale; essa era legata da vincoli di fedeltà al vescovo di Volterra, ma con una forte autonomia rispetto ad esso, e talora in aperta ostilità; nel 1133 fu stabilita solennemente una pace tra il vescovo e la famiglia, la quale si vide riconosciuto il possesso, a titolo feudale, dell'importante castello. Verso la fine del seco1o XII si configurava ancora su Frosini il duplice dominio del vescovo e dei conti, coinvolti adesso nel processo di espansione territoriale del Comune senese. Nel 1181, infatti, il vescovo Ugo dovette giurare ai Senesi che avrebbe fatto prestare dagli uomini di Frosini come da quelli di Montieri, di Chiusdino, di Montalcinello e di Gerfalco, un giuramento di tutela degli interessi senesi; nel 1194 il successore di Ugo, Ildebrando, diede in pegno al Comune di Siena i castelli e le corti di Frosini e di Montalcinello, a garanzia del regolare versamento di un censo annuale. Quest'obbligo fu stretto nel contesto di una nuova pacificazione tra il vescovo volterrano e la consorteria dei conti di Frosini, stipulata questa volta sotto l'interessato auspicio dei Senesi. Anche agli inizi del '200 sembra che i Senesi abbiano tratto vantaggio, per consolidare la propria egemonia sul castello, da quella situazione di duplice dominio del vescovo e dei signori. Tra il 1214 e il 1215 si accese un contrasto tra il vescovo Pagano e il Comune senese per il possesso di Frosini, risolto poi, dopo un intervento militare dei Senesi, con il riconoscimento della loro sovranità sul castello. Ancora sin verso la fine del '200 i vescovi di Volterra mantennero comunque poteri di natura politica e amministrativa su Frosini, sia pure nell'ambito del dominio senese. Intanto si erano
affermati in Frosini e nel suo territorio gli ampi diritti patrimoniali e signorili di S. Galgano, venduti in più riprese alla grande abbazia dai conti del castello. Completamente integrato nel complesso dei beni abbaziali, Frosini sarebbe venuto agli inizi del secolo XVI in possesso dei commendatari, designati dal papa e immessi nel possesso dei beni di S. Galgano per decreto del Concistoro della Repubblica.
Poderosa massa, purtroppo profondamente alterata dai rimaneggiamenti.
Restano ampi tratti dell'alta scarpa del muro esterno e l'originaria base a scarpa di un angolo di torrione, ricostruito in alto; inoltre al sommo di una rampa l'antica porta d'accesso in pietra, ad arco acuto senese, sormontata da una bella formella in marmo con l'immagine di S. Galgano.
Al centro del fronte principale emerge, leggermente arretrata, una torre che forse era il nucleo primitivo del complesso.
tratto da I CASTELLI DEL SENESE - Electa editrice